“L’arte” Disse van Gogh, con splendida capacità di sintesi, “è l’uomo sommato alla natura”.
Il Maestro Luigi Ariggi, detto Lulù , è tornato a vivere nelle campagne vicino a Salsomaggiore Terme dove sono nati i suoi genitori, i nonni e dove, egli stesso (nato, per caso, a Mentone in Francia) ha vissuto da ragazzo...
Dopo una vita intensa, vissuta golosamente tra Parigi, Milano, Modena, Verona e altre città, torna a vivere più quietamente nella sua terra.
Considero un privilegio non comune essere ricevuto cordialmente da Lulù.
Ho sempre coscientemente ammirato quest’uomo, schietto e allo stesso tempo raffinato, che vedevo “sfuggentemente” da ragazzo. Conosco in buona parte il suo lavoro; un figurativo moderno. “Forse”, come lui stesso preferisce aggiungere.
Invecchiato da un vita vissuta in onore della bellezza il Maestro mantiene quella luce di un tempo che brillava negli occhi di allora e che, tuttora, è presente in quelli di oggi; fieri e consapevoli. Nel mezzo della conversazione sparisce, per tornare subito dopo con una eccellente bottiglia di vino.- Aprila – Mi dice – Il cavatappi è dietro di te –L’ospitalità sacrale di Lulù è proverbiale ma senza troppi salamelecchi o tante femminee cerimonie.Ha fatto mille mestieri, Lulù, prima di iniziare il mercato d’arte, persino il rappresentante di un articolo tecnico che non conosceva neppure ma che grazie al suo carattere carismatico e al suo linguaggio intrigante diede buoni frutti.Poi le gallerie d’arte, sino al famoso “Sagittario” di Milano. Non male per un “ragazzo di strada” salsese. Ma quando la sua amata Salso non gli bastava più decise di andare lui stesso incontro al mondo. Insieme a Bertolotti, un altro importante pittore salsese, andò a Parigi ad incontrare il terzo “tassello” della scena artistica pittorica salsese ovvero il Maestro Pesatori
- Per crescere artisticamente bisogna viaggiare – Mi dice Lulù sfondando, questa volta, una porta aperta.
Quando parlo del suo lavoro più direttamente mi sorprende con affermazioni che non mi sarei mai aspettato – Non sono altro che un buon pittore. In realtà mi sono sempre sentito influenzato dal mestiere e dalla mia stessa cultura pittorica. Cosi che alla fine del mio lavoro trovo sempre qualcosa di non completamente mio. Troppo mestiere mi ha impedito una vera evoluzione artistica – Ascolto allibito le sue dichiarazioni; ho passato metà della vita ad ascoltare artigiani con la pretesa di essere considerati artisti ed ora, per la prima volta, mi tocca ascoltare un vero artista che si considera semplicemente un artigiano del pennello. Sinceramente credo che il problema delle eventuali influenze sia piuttosto comune . Se ne lamentò persino Picasso…
Ma preferisco non contraddirlo, per quanto mi riguarda continuerò a considerare Luigi Ariggi un ottimo artista. E non sono certo il solo a farlo considerato che diversi giovani pittori hanno approfittato del suo ritorno per “andare a bottega” da lui.
Cominciando da Paolo “Pol” Testi; emergente artista salsese cosi come Stefano Bergamaschi, Gigi Recchia e Silvia Varini.
- Voglio veramente bene a questi ragazzi, sono il mio orgoglio, il mio avvenire –
Parlando di loro mi sembra di notare una lieve commozione negli occhi di Lulù - Ogni loro successo è un mio successo –
Lulù mi versa ancora da bere, si riaccende il sigaro, e mi racconta di tante cose. Avventure affascinanti che avrei voluto vivere io stesso e che, decidiamo insieme, potrò scrivere solo tra cento anni.
- Sono stato un uomo fortunato – Ripete – Ho avuto semplicemente tanta fortuna –
No, Lulù, non è così, tu la fortuna l’hai cercata, inseguita, sedotta.
L’hai conquistata. Te la sei perfino portata a letto…
Si è fatto tardi , ci alziamo e ci salutiamo affettuosamente.
Il Maestro ha un impegno, se fosse per me avrei passato la notte sotto quel bellissimo portico a sentirlo parlare. Bevendo vino bianco e fumando toscani.
Parto immergendomi tra quelle chiazze verde scuro della campagna di Vernasca, a pochi chilometri da Salsomaggiore.
Sto tornando verso quello stesso paese che Lulù lasciò anni fa per “correre incontro al mondo”, cosi come feci io molto tempo dopo.
Entrando in paese mi parve di coglierne l’intero sguardo.
Chissà cosa manca, ci chiediamo tutti da un po’ di tempo a questa parte.
Chissà che cosa manca..?
Comincio a percepirlo passando davanti all’orientaleggiante splendore delle terme Berzieri e ai suoi marmi lucenti.
Allora mi viene in mente di avere da qualche parte una vecchia foto che Lulu fece, tanti anni fa, con alcuni amici tra cui mio padre.
Torno a casa in fretta e la guardo commosso; rivedo gli stessi identici occhi.
Cosi fieri e consapevoli, ripeto…
Allora, come oggi.
Andrea Villani |